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Genitori e figliDi Cinzia Leone *

Alcuni comportamenti apparentemente inadeguati dei nostri figli possono essere il loro modo per attirare l’attenzione o per chiedere aiuto. Sapere quando e a chi rivolgersi è importante per il benessere della famiglia.

Bambini che fanno molti capricci, spesso irrequieti, non tollerano il rumore, talvolta si percuotono, verbalizzano di essere stupidi, incapaci, perdono il controllo quando si arrabbiano, vomitano o svengono improvvisamente, sono consolabili a fatica, picchiano sovente altri bambini e gli adulti, normalmente restano da soli anche in presenza di coetanei che giocano insieme, richiamano continuamente l’attenzione di un adulto, non hanno raggiunto o hanno improvvisamente perso il controllo degli sfinteri, mostrano difficoltà di apprendimento e/o di relazione a scuola,  hanno insegnanti che si lamentano per il loro comportamento, spesso sono ingestibili in casa, si mostrano collaborativi con i genitori solo quando gli viene concesso di fare quello che desiderano, si addormentano quando vogliono loro e si svegliano durante la notte chiamando i genitori, sono inappetenti o voraci senza limite, a volte in sovrappeso, spesso appaiono nervosi,…

Ragazzini, non ancora adolescenti, in conflitto continuo con i genitori, non accettano i “no”, non si impegnano in ciò che fanno, appaiono pigri e disinteressati alla vita sociale, faticano a terminare ciò che hanno iniziato, non rispettano i genitori, non sono affidabili né responsabili “nelle piccole cose”, non raccontano quello che fanno, sono aggressivi, hanno pochi amici o sono sostanzialmente soli, faticano a farsi benvolere dai coetanei e ad instaurare relazioni costruttive, sono insicuri, sembrano tristi, appaiono inquieti, insofferenti, insoddisfatti…

Adolescenti che frequentano “brutte compagnie” o che si alleano sovente con chi si comporta in modo scorretto, dipendenti da televisione, videogiochi, internet, relazioni affettive, o sostanze (alcol, droghe), con i quali non si riesce più a comunicare o semplicemente per i quali si è preoccupati…

Genitori insoddisfatti della relazione con i figli, indipendentemente dalla loro età, o che si sentono disarmati di fronte ai loro comportamenti…

Quando alcuni di questi aspetti coesistono è utile attivarci subito per aiutare i nostri figli, che ci stanno comunicando, a modo loro, che qualcosa sta turbando il loro percorso di crescita. Ogni processo di crescita o di cambiamento può contenere dei “turbamenti” più o meno intensi e ciò non significa necessariamente che ci siano dei problemi; sicuramente però è importante raccogliere seriamente e tempestivamente queste espressioni di malessere, perché la richiesta di aiuto, se non intercettata, rischia di diventare sempre più forte e, col tempo, tali comportamenti possono rafforzarsi, rendendo difficile la vita del protagonista e di chi si relaziona con lui.

Ma allora che fare? Rivolgersi ad un pedagogista significa chiedere una consulenza ad un professionista dei processi educativi che, parlando in primis con i genitori, può sostenerli per riattivare le loro risorse o guidarli affinché le loro energie siano investite in modo più efficace rispetto alle funzioni genitoriali e ai loro obiettivi educativi, verificando l’eventuale presenza di situazioni particolari che richiedano l’intervento di altri specialisti con i quali lavorare in rete.

Spesso la famiglia di fronte a queste situazioni nuove rischia di non attivarsi tempestivamente o di drammatizzare le difficoltà riscontrate, perdendo lucidità sui comportamenti utili da mettere in pratica. Entrambe le reazioni possono avere conseguenze negative sui singoli componenti della famiglia e sulle loro relazioni.

Qual è il compito dei genitori? Crescere i loro “piccoli” perché diventino uomini e donne capaci di trasformare “in atto” ciò che sono “in potenza”, aiutarli quindi a sviluppare tutte le loro potenzialità per essere pienamente ciò che sono, nella loro unicità.

Durante gli incontri di sostegno ai genitori mi capita spesso di fare riferimento alla valigia che ognuno di noi porta con sé, dentro la quale tiene pronti tutti gli strumenti necessari ad affrontare le diverse situazioni della vita. Il compito dei genitori è far sì che, crescendo, il figlio costruisca questi strumenti, per non doversi trovare nella situazione di aprirla, nel momento del bisogno, e trovarla semivuota. Non essendo possibile comprare strumenti già pronti per i nostri figli, è necessario creare le migliori condizioni affinché possano conoscerli, selezionarli e progressivamente, crescendo, affinarli sulla base delle esperienze vissute e delle informazioni ricevute, che verranno da loro stessi rielaborate e quindi fatte proprie. Stiamo parlando di un processo educativo pensato, non casuale, che spesso richiede molta fatica: per noi e per loro.

Bisogna inoltre tenere conto che ogni genitore ha ricevuto una specifica educazione dalla famiglia di origine e che pertanto non è scontato essere d’accordo su ciò che “è giusto” o “sbagliato”, ancor più quando si parla dei propri figli; ciò comporta la necessità di un confronto e di un coordinamento degli interventi educativi dei genitori, affinché risultino efficaci. Sarà necessario quindi discutere i diversi punti di vista per trovare un accordo su come comportarsi nelle specifiche situazioni e come muoversi “all’unisono”.

Certamente quanto descritto risulta tanto più urgente nei casi di genitori separati,  divorziati o quando la conflittualità della coppia è elevata.

Se è spesso chiaro per un genitore l’importanza, ad esempio, di provvedere al nutrimento del proprio figlio, di preoccuparsi della sua salute o del suo percorso scolastico,  non è sempre altrettanto evidente la necessità per una crescita equilibrata, di occuparsi del suo benessere emotivo. Sarà allora importante che i genitori si chiedano che cosa è possibile fare, non solo per la salute fisica e lo sviluppo cognitivo dei propri figli, ma anche per la loro crescita esperienziale, emotiva e relazionale al fine di aiutarli a star bene con se stessi e con gli altri.

 

* Cinzia Leone, pedagogista esperta in processi educativi, è responsabile pedagogica del Servizio di Progettazione Educativa per Minori ai primi reati o a rischio (SPEM). E’ referente dell’area pedagogica del Centro LiberaMente di Genova. Per informazioni o per fissare un appuntamento, contattate il Centro LiberaMente ai recapiti che trovate cliccando qui o scrivete all’indirizzo cinzia.leone@centroliberamente.com

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